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venerdì 2 giugno 2017

PILLOLE DI CHINA E CELLULOIDE: Arancia meccanica

Disegnare comporta passare molto tempo al tavolo da lavoro e se sei accompagnato da un buon sottofondo musicale allora una giusta condizione di benessere sembra essere raggiunta. Di recente però, non posso fare a meno di ascoltare le letture alla radio di alcuni classici romanzi di genere. Rai Radio Tre con "AD ALTA VOCE" , offre un servizio eccezionale, con riduzioni e interpretazioni da oscar dell'ascolto: Frankenstein, Il nome della rosa, La linea dell'ombra, etc..Ultimamente un bravissimo Marco Cavalcoli legge Arancia Meccanica di Anthony Burgess. Devo ammettere che alle volte il disegno che sto realizzando mi distrae dall'ascolto costringendomi ad andare in pausa...

http://www.radio3.rai.it/…/ContentItem-76daefde-1dc9-4b4a-b…




giovedì 4 maggio 2017

PILLOLE DI CHINA E CELLULOIDE: La Parola ai Giurati

Ad inaugurare questa prova scritto-grafica di recensione cinematografica, un capolavoro del grande schermo americano, considerato fra i migliori 100 film di tutta la storia della settima arte: 12 Angry men, in italiano La parola ai giurati, di Sidney Lumet, del 1957.
Film concentrato e asfittico per la sensazione claustrofobica che l'unica location della pellicola propone per raccontare le relazioni e gli scontri dei dodici giurati, chiamati a decidere le sorti di un ragazzo accusato dell'omicidio del padre.
Il verdetto della giuria sembrerebbe già scontato quando "un ragionevole dubbio" comincia a venir fuori dalla volontà di discutere del caso da parte di uno dei componenti del gruppo.

Inquadrature strette e primi piani ravvicinati sono il sapiente metodo del regista per incrementare la sensazione di caldo opprimente che i personaggi (rinchiusi letteralmente a chiave) provano, oltre ad un malessere continuo, nel dover discutere qualcosa che sembrava già scontato.
L'unico giurato bastian contrario, che è Henry Fonda, gradualmente riesce ad infondere il tarlo del dubbio e l'incertezza negli altri membri, fino a ribaltare le sorti del verdetto che vede il ragazzo non colpevole.
Fin qui nulla che una sapienza come quella hollywoodiana americana non fosse in grado di saper trasmettere, se non che Lumet, nel saperla esprimere, ci riesce meglio di altri perché fa uso di uno stile personale secco, spigoloso e sicuramente non piacevole e rassicurante per gli standard degli anni '50.

Quale interesse questo tipo di cinema può stimolare in un disegnatore di fumetti se non il desiderio di analizzarne le sequenze e le strutture narrative, da rapportare in un mezzo espressivo come una tavola grafica composta da vignette e balloons?

Direi che ogni singolo frame del film è un ottimo banco di prova per capire come si deve gestire  la forza espressiva di una storia e come si deve eliminare nel disegno il superfluo e l'eccesso.

Forma e contenuto semplici per poter catturare l'attenzione di un sentimento comune per ogni buon fruitore di racconti.





giovedì 26 gennaio 2017

YELLOW!

Su invito dell'amico e collega Tommaso Chiappa 
Yellow: 21 Gennaio/ 26 Febbraio 
Villa Magnisi, Palermo.






E poi su "Arte e critica City"







domenica 16 ottobre 2016

MADISON DARK

Questo per me è un Halloween davvero speciale 




Dal profilo Facebook dell'editore inglese Markosia:


Coming this Halloween, the first issue of Andy Briggs' and Francesco Conte's 'Madison Dark'!
Here's some info about it:
A series of bizarre mass attacks across Manhattan signals a deadly new threat: supernatural terrorism. Investigational journalist Edmund Poe stumbles across the mysterious government taskforce established to stop them – run by the mysterious Madison Dark.

Madison Dark, skilled in arcane Black Chemistry, whose purpose is to eradicate the evil pushing in from the proto-universe… the home of the twisted Dark Gods who are seeding into our universe with every attack. 
With Poe thrust upon her as a public liaison, Madison must investigate who is behind the attacks before the tear between multiverses is irrevocably opened and humanity crushed from existence…
THE GRAPHIC NOVEL 
Madison Dark is a supernatural-action-thriller written by Andy Briggs (screenwriter on Simon West’s upcoming WAR WOLF, FREDDY VS JASON, Stan Lee’s FOREVERMAN, and LEGENDARY, and author of the TARZAN reboot novels) and beautifully drawn by Francesco Conte. Issue #1 is released digitally this Halloween, with a trade paperback coming after Issue #4.

mercoledì 13 luglio 2016

ELOHIM CREA ADAMO- Parigi-Settembre 1996

Esattamente venti anni fa, realizzavo un sogno che avevo da quando frequentavo il Liceo Artistico e  da quando cominciavo ad avere un'idea consapevole di che cosa fosse l'Arte per me.
Un' esposizione a Parigi, nella capitale mondiale della cultura e dell'innovazione estetica, almeno, fin quando, in quella calda estate del '96, immaginavo potesse essere la città francese.
E nelle speranze della mia età d'allora, ventidue anni, sicuramente lo era.

Per l'evento che era uno scambio culturale fra le nostre municipalità, a fare gruppo con me, Andrea, Blu e Tiziana, amici e colleghi dell' Accademia.

Pensando ad un'opera grafica di William Blake e a tutti i miei riferimenti di allora, il progetto del mio "pezzo" da portare con me, doveva avere a che fare con qualcosa di arcaico e ancestrale nello stesso tempo; un rimando alle culture dell'Europa più vecchia e di stampo laico-religioso:
"la creazione di Adamo".


Un'installazione grafico-pittorica composta da un totem centrale formato da tavole intelaiate e dipinte ad olio e listellate che rappresentassero i soggetti principali dell'idea: Elohim crea Adamo. Ai lati, due ali di una sessantina di acrilici su carta, monocromi, riproducenti le varie sfaccettature dell'umanità, raffigurate in forme archetipiche e stilemiche.

Questo il risultato.


Qui c'è tutto quello che mi piaceva allora ( e che continua a piacermi adesso) : la Secessione Viennese con Klimt e Schiele, Hundertwasser, Kafka con la Metamorfosi, la Transavanguardia e Mimmo Paladino e non ultimo il Fumetto.
 L'opera abbracciava una larghezza di m 6 x 2,5 di altezza, circa.
Era smontabile e facile da trasportare e da adattare a qualsiasi spazio avessi potuto trovare.
Ricordo ancora lo stupore al telefono del funzionario del comune, quando mi comunicava la preoccupazione del suo interlocutore parigino in merito all'allestimento dell'opera.
Non mi sono mai pentito delle scelte che ho fatto allora.
Sapevo che era un' occasione unica e che non potevo portare delle semplici tele da appendere.
Volevo che ci si ricordasse di me...

Con Andrea e gli altri abbiamo documentato e vissuto quella che secondo me è stata la più bella esperienza formativa che un ragazzo dell'Accademia potesse fare. Vivere dieci giorni a contatto con l'Arte, in un'ipotesi di formazione e lavoro che già ti fa entrare nei meccanismi delle organizzazioni  espositive e nello stesso tempo ti permette di visitare gratuitamente tutti i più importanti musei della capitale francese. Cosa si vuole di più?
Estasi e divertimento. Pieno appagamento e realizzazione di se.
In là e in piccole dosi, solo rare volte o riprovato quelle sensazioni.
Esattamente quel tempo indefinito e bloccato che ho percepito mentre montavamo e allestivamo la mostra. Quella luce del tardo pomeriggio che entrando dalle grandi finestre neoclassiche del "II Arrondissemant" nel quartiere della Borsa,  faceva si che quello che avevamo creato e portato fin la avesse qualcosa di magico e divino.










All'inaugurazione il Sindaco di Parigi e il direttore dell'istituto Italiano di cultura di allora e alcuni politici nostrani...invece, attualissimi!




Rassegna stampa



E ancora, quello che ero io in quei dieci giorni. Dalle espressioni frutto dei luoghi esplorati e degli incontri fatti si puó benissimo leggere, quanto fossi pienamente sazio di un raro benessere e felice al punto che tale esperienza mi sarebbe bastata per il resto della vita.